Pezzi unici

Cuciti a mano, fra le colline delle Marche

Già, chi sono? Una domanda tanto semplice quanto complessa e profonda.

Eh si, perché per rispondere ‘bene’ bisogna interrogarsi, guardarsi dentro.

Io c’ho messo un pochino, ma poi ho capito che non sono altro un patchwork di tutti i  miei avi, ogni mio pezzetto è un loro pezzetto di storia, di passioni, di caratteristiche caratteriali. Vi racconto una storia: Sono da sempre stata circondata d fili colorati, stoffe, modelli di carta velina ed enormi specchi; il suono delle forbici grandi che tagliano e il rumore della macchina da cucire, erano la colonna sonora dei miei pomeriggi passati ad attaccare bottoni e raccogliere le 2000 spille che puntualmente rovesciavo a terra.

Mia nonna Malvina, nei suoi 88 anni di vita, ne ha passati 74 davanti alla macchina da cucire; era la sarta del mio paesino.

Dei 36 anni che abbiamo passato insieme, non ha mai smesso di sperare che anch’io prendessi la sua strada. Cucire era la sua passione, la chiave che l’ha resa indipendente.

Ma io che di segno sono leone e di ascendente CASINO, mi sembrava il mestiere più lontano dalle mie caratteristiche che non sono né precisa, né calma, né paziente.

E infatti ho evitato questo mondo come la peste e non mancavo MAI di dirglielo

Grandissimo errore

Mia nonna, che era una donna ESTREMAMENTE cocciuta e questa situazione non l’ha mai digerita, neanche dopo morta.

Perché?

Perché a distanza di poco tempo dopo la sua volata chissà dove, ho iniziato a svegliarmi con il desiderio di cucire, mannaggia a lei.

Mia nonna Malvina, nei suoi 88 anni di vita, ne ha passati 74 davanti alla macchina da cucire; era la sarta del mio paesino.

Dei 36 anni che abbiamo passato insieme, non ha mai smesso di sperare che anch’io prendessi la sua strada. Cucire era la sua passione, la chiave che l’ha resa indipendente.

Ma io che di segno sono leone e di ascendente CASINO, mi sembrava il mestiere più lontano dalle mie caratteristiche che non sono né precisa, né calma, né paziente.

E infatti ho evitato questo mondo come la peste e non mancavo MAI di dirglielo.

Grandissimo errore.

Ho DOVUTO assecondare questa ‘chiamata’ comprando una macchina da cucire e grazie a Valeria, la mamma di mio marito, ho fatto il mio primo CUCIO!

Che macello, ma che soddisfazione!

Con lei, che è una creativa incredibile, abbiamo disegnato modelli per fare delle borse di stoffa…e niente, io da quel momento non c’ho capito più niente…

Mia nonna, che era una donna ESTREMAMENTE cocciuta e questa situazione non l’ha mai digerita, neanche dopo morta.

Perché?

Perché a distanza di poco tempo dopo la sua volata chissà dove, ho iniziato a svegliarmi con il desiderio di cucire, mannaggia a lei.

Ho DOVUTO assecondare questa ‘chiamata’ comprando una macchina da cucire e grazie a Valeria, la mamma di mio marito, ho fatto il mio primo CUCIO!

Che macello, ma che soddisfazione!

Con lei, che è una creativa incredibile, abbiamo disegnato modelli per fare delle borse di stoffa…e niente, io da quel momento non c’ho capito più niente…

Ispirazione e Design

Come sia passata dalla stoffa al kilim è anche questo qualcosa che ho sentito da dentro, senza una motivazione esplicita. Forse è complice il fatto che mio padre mi ha tramandato la NECESSITA’ di viaggiare e io l’ho assecondata anche per lui che non ha potuto farlo come avrebbe voluto. Ho esplorato quei luoghi così diversi dai nostri, pieni di colori, di profumi di spezie, di polvere. Dove la vita ha un ritmo diverso, dove senti che le radici del passato di quel paese sono ancora proprio sotto ai tuoi piedi, perché mantengono tradizioni vecchie come il mondo.

Adoro questi posti, e ho voluto portare questa sensazione nelle mie borse.

La pelle? Direi che qui c’è stato lo zampino di mia madre che quando 40 anni fa era incinta di me, lavorava in una pelletteria locale e probabilmente l’odore di questo materiale così sacro mi è rimasto dentro, facendomelo amare da sempre. Sacro…si, perché sono consapevole del dolore che c’è dietro ad ogni pelle.

Ma ci sono magazzini pieni di pelle inutilizzata che starà li per sempre, ed è quella che scelgo io. Ecco perché ogni mia borsa è un pezzo non replicabile. Ogni suo graffio, non è imperfezione ma unicità.

“AND WHEN YOU WANT SOMETHING, ALL THE UNIVERSE CONSPIRES IN HELPING YOU TO ACHIVE IT”.

(Paolo Coelho. The Alchemist).

Quanto è vera questa frase? Almeno per me!

Avevo la pelle, avevo il kilim…ma non sapevo da dove iniziare. Provavo a cucire questi spessori improponibili con la mia macchinetta per la stoffa, rompendo centinaia di aghi e griffe, applicavo la tecnica delle borse di stoffa alle borse di pelle = sgorbi.

Ed ecco che l’universo mi è venuto in soccorso e mi ha messo sulla stessa strada di Maria Grazia.

Grazia meriterebbe un capitolo a sé ma mi limito a dire che…
Grazia è la persona più dolce e umile che abbia mai conosciuto.
Grazia, che le brillano gli occhi quando le chiedi una cosa.
Grazia, il mio master in pelletteria.
Grazia che ama il suo lavoro, perché il suo lavoro è la sua vita.
Grazia che senza di lei, non sarei dove sono ora.

 

Mille volte “Grazia”.

 

Alessandra.

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